Più un uomo è senziente, meno somiglia a uno strumento “telecomandato”. Se è aberrato e degradato può, naturalmente, in misura limitata, essere spinto ad agire come una marionetta; tuttavia va tenuto presente che quanto più la persona è aberrata, tanto più si avvicina al quoziente d’intelligenza di un animale.
Data questa autodeterminazione, è interessante notare come l’uomo se ne serva. Per quanto, in materia di cataclismi o successi inaspettati, egli non possa sfuggire mai all’equazione del tipo “non sapevo che fosse carico” propria delle altre forme di vita, egli opera a un alto livello di potenziale di sopravvivenza. E qui lo troviamo autodeterminato, razionale, con la sua arma principale – la mente – in condizioni di funzionamento eccellenti. Quali sono i suoi istinti di necessità?
La necessità, secondo quel colto – ma altresì mutevole – strumento che è il dizionario, sarebbe “la condizione di essere necessario; ciò che è impossibile evitare; spinta”. Inoltre il dizionario aggiunge che necessità è “povertà estrema”, ma non è questo ciò che intendiamo. Noi stiamo parlando di sopravvivenza.
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